A Novara il gioco non vale la candela

E’ stata una panoramica a tutto tondo della realtà del gioco d’azzardo, quella offerta nel seminario “Il gioco non vale la candela” organizzato da Libera e dal Comune di Novara. Una sessione mattutina e una pomeridiana svoltesi giovedì 31 gennaio nell’aula magna del Liceo Classico Carlo Alberto. Non un posto scelto a caso.
È infatti soprattutto ai giovani, tra le vittime più sensibili del gioco d’azzardo, che ci si è voluti rivolgere. Durante la mattinata è stato possibile ricostruire uno scenario completo del problema del gioco, grazie agli interventi di autorevoli esperti in materia. A Matteo Iori, presidente del CONAGGA, è spettato il compito di delineare il fenomeno a livello nazionale, presentando i dati sull’aumento del giro d’affari del gioco e introducendo il tema delle pubblicità ingannevoli. Più concentrato sulle infiltrazioni mafiose invece l’intervento del giornalista Daniele Poto, autore di Azzardopoli, dossier sul gioco d’azzardo.
Leopoldo Grosso, psicologo e vice presidente del Gruppo Abele ha invece affrontato il tema delle dipendenze e della terapia. In conclusione dei lavori mattutini l’intervento di Filippo Torrigiani di Avviso Pubblico, che ha raccontato la sua esperienza di amministratore locale contro il gioco, spiegando le possibili azioni di contrasto nelle mani delle amministrazioni locali. Il tutto di fronte ad una platea composta in gran parte di studenti liceali.

Ancora nel pomeriggio la discussione si è incentrata sulla situazione locale. Moderati da Emanuele Navazza si sono confrontate personalità novaresi sul tema. Il comandante della Guardia di Finanza di Novara Angelo Russo ha spiegato le azioni intraprese nel contrasto al gioco illegale, con anche l’importante intervento del prefetto di Novara Castaldo, presente al seminario. Caterina Raimondi dell’ASL di Novara si è concentrata nella presentazione del lavoro nell’accoglienza e nel recupero delle vittime delle slot machine. A chiudere Giuseppe Passalacqua, di Libera Novara, e Sara Paladini, assessore del Comune di Novara, hanno rispettivamente parlato del problema dal punto di vista sociale e delle azioni di contrasto che il comune può intraprendere.
Proprio Sara Paladini conclude con un piccolo gesto per il futuro: la realizzazione di una vetrofania da parte degli studenti da applicare ai locali novaresi senza slot-machine e videopoker. Un piccolo ma importante gesto, che però mette a nudo anche i pochi strumenti che le amministrazioni locali hanno a disposizione per affrontare un fenomeno sempre più dilagante.

Alessandro Buscaglia

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